Documento di valutazione dei rischi
VALUTAZIONE DEI RISCHI
La Valutazione Globale di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza DEVE ESSERE DOCUMENTATA nel DVR (documento di valutazione dei rischi).
Il D.Lgs.81/08 all’art.28, comma 2, lettera a) specifica che il D.V.R. deve contenere "una relazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa".
La valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del documento deve essere fatta dal datore di lavoro in collaborazione dell’R.S.P.P. e del medico competente, per quest’ultimo nei casi previsti dall’art.41. La valutazione e la stesura del documento rientra tra gli obblighi del datore di lavoro che non può delegare (art.17, comma 1, lettera a).
Una valutazione dei rischi non accurata o comunque non adeguata corrisponde ai fini sanzionatori ad una mancata valutazione dei rischi che comporta per il datore di lavoro l’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da € 5.000 a € 15.000 per la violazione dell’art. 17, comma 1, lettera a), D.Lgs 81/08.
CHI E’ COINVOLTO NELLA VALUTAZIONE
• È responsabilità del DL, che la attua con la collaborazione del RSPP e del MC, previa consultazione del RLS.
• Può essere commissionata a esterni ma sempre sotto la responsabilità del DL e attuando le modalità di collaborazione e consultazione previste dalla legge.
CHI INTERESSA LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO
• TUTTI I POTENZIALI ESPOSTI AL RISCHIO
– Dipendenti in attività di produzione, servizi, terziario, …
– Subappaltatori, lavoratori autonomi, studenti tirocinanti, visitatori
– Con particolare riguardo a: portatori di handicap, giovanissimi, anziani, lavoratori inesperti (neo assunti o stagionali), donne incinta o madri che allattano, lavoratori con specifiche malattie o sottoposti a trattamenti farmacologici.